10. SPARA AL PICCIONE

Iniziamo da questo sport, che è stato accantonato dopo la sola edizione delle Olimpiadi di Parigi del 1900: è stato l’unico evento nella storia dei Giochi Olimpici che ha previsto l’uccisione di animali vivi, in questo caso piccioni.
9. KABADDI

Il Kabaddi è un noto sport indiano di contatto, che vede contrapposte due squadre, ognuna delle quali invia un attaccante nella metà di campo avversaria per fare punti: i punti si fanno toccando un avversario, spezzando la formazione della squadra avversaria o lottando con uno degli avversari. Dopodiché, però, l’attaccante deve tornare nella propria metà campo senza che gli avversari riescano a bloccarlo. Mentre si torna nella propria metà, bisogna trattenere il fiato e cantare velocemente: “kabaddi, kabaddi, kabaddi!”.
8. 12 ORE

Una gara appassionante ma soprattutto faticosa: ben 12 ore di gara tra sette ciclisti, ma colui che viene ricordato per essere spiccato in questa categoria è Adolf Schmal, ciclista austriaco che è riuscito a doppiare gli altri piloti già dopo pochi giri. Partirono alle 5 della mattina e terminarono alle 17 del pomeriggio.
7. TIRO ALLA FUNE

Almeno una volta nella vita, ognuno di voi avrà senz’altro giocato al tiro alla fune: si tratta di uno sport di origine contadina che è stato però uno sport olimpico dal 1900 al 1920. Ovviamente, è una gara di forza, che vede contrapposte due squadre da 5 o da 8 componenti.
6. ARRAMPICATA SU CORDA

Uno degli sport più faticosi di questa classifica: l’arrampicata su corda. Era presente nelle Olimpiadi sin dalla prima edizione, nel 1896, e vi è rimasto fino al 1932: l’uomo in foto era uno dei campioni in questa disciplina, si tratta del greco Georgios Aliprantis. Come potete vedere, bisognava arrampicarsi su una corda in verticale, ed arrivare in cima ai 13 metri, oppure, nel caso in cui i concorrenti si fermavano prima, venivano giudicati in base alla forma o alla velocità.
5. DUELLO CON PISTOLE

Uno sport per i più temerari: bisogna colpire dei bersagli mobili a forma di persone, dunque i partecipanti non dovranno assolutamente spararsi l’un l’altro. I manichini saranno vestiti e porteranno degli appositi occhi di bue sul petto.
4. LA CANNE

Si tratta di una spettacolare arte marziale francese, simile alla scherma: per gareggiare, però, si una una canna o canne, ovvero una specie di bastone da passeggio, con la quale si deve tentare di colpire l’avversario.
3. ROLLER HOCKEY

Di sicuro, conoscete tutti l’hockey su ghiaccio: questo sport è praticamente identico, solo chenon c’è il ghiaccio, si gioca su una superficie asciutta e si indossano pattini a rotelle in linea o tradizionali. In questo sport, l’Argentina ha vinto l’oro, vincendo la finale contro il Portogallo!
2. CLUB SWINGING

Mai sentito parlare di Club Swinging? Non è altro che l’arte del danzare col fuoco: come potete vedere dalla foto, questa pratica consiste nella manipolazione di oggetti, facendoli ruotare. Spesso, questi oggetti sono anche infuocati! Nella maggior parte dei casi, si utilizzato delle clavette da giocoleria.
1. GARA DI NUOTO AD OSTACOLI

Un percorso ad ostacoli nel bel mezzo di una gara di nuoto: i concorrenti, in questo sport, dovevano scavalcare dei pali, arrampicarsi su alcune barche e nuotare sotto altre barche. Una delle prime volte che questo sport è stato praticato è ai giochi olimpici del 1900, a Parigi: i partecipanti hanno gareggiato nella Senna, facendo i conti anche con la corrente.
Fonte: http://www.curiosone.tv
Un vittoria dello sport, una vittoria della speranza. Manuela Migliaccio, 29enne, atleta paraplegica, ha stabilito un nuovo record del mondo nella maratona. E’ riuscita nella storica impresa di percorrere con un esoscheletro ReWalk più di 10 chilometri (esattamente 10.549 metri, da Vercurago a Lecco), battendo quello che era il primato iridato detenuto dell’israeliano Radi Kaiuf. «Nella vita non bisogna mai darsi per vinti – dice la giovane napoletana -. Non bisogna mai rinunciare ai sogni. Io ne avevo uno: tornare a camminare sulle mie gambe, sentendo la terra sotto i miei piedi. Ce l’ho fatta. E, grazie alla buona volontà e all’allenamento, sono persino riuscita a raggiungere questo traguardo».