Il record-miracolo di Manuela: paraplegica fa maratona di 10 km con l’esoscheletro

Paralizzata dopo una caduta dagli scogli.

Grazie al ReWalk ha stabilito un nuovo primato del mondo

Manuela Migliaccio (foto Cardini)Un vittoria dello sport, una vittoria della speranza. Manuela Migliaccio, 29enne, atleta paraplegica, ha stabilito un nuovo record del mondo nella maratona. E’ riuscita nella storica impresa di percorrere con un esoscheletro ReWalk più di 10 chilometri (esattamente 10.549 metri, da Vercurago a Lecco), battendo quello che era il primato iridato detenuto dell’israeliano Radi Kaiuf. «Nella vita non bisogna mai darsi per vinti – dice la giovane napoletana -. Non bisogna mai rinunciare ai sogni. Io ne avevo uno: tornare a camminare sulle mie gambe, sentendo la terra sotto i miei piedi. Ce l’ho fatta. E, grazie alla buona volontà e all’allenamento, sono persino riuscita a raggiungere questo traguardo».

I sogni di Manuela Migliaccio sono diventati realtà con l’aiuto del ReWalk, le cybergambe robotiche che allacciate alle sue le permettono di camminare. Un esoscheletro con cui ha imparato a muoversi dopo mesi di esercizio e fisioterapia al centro riabilitativo «Villa Beretta» di Costamasnaga (Lecco), dove era arrivata un anno fa in seguito a una paralisi. La studentessa di veterinaria aveva perso l’uso delle gambe nel 2009, dopo una maledetta vacanza in Grecia sull’isola di Patmos, quando era caduta da una scogliera. «Sono precipitata per 9 metri, con un impatto violentissimo contro le rocce. Dopo quel volo, è cominciato il mio calvario».

Anche se inchiodata su una carrozzina, Manuela non si è mai arresa: ha continuato a frequentare l’università a Bologna, è andata a vivere con il suo fidanzato e a uscire con gli amici. Una vita normale, nonostante la sedia a rotelle. E, nel giugno 2012, si è trasferita in Brianza, per un periodo di riabilitazione a «Villa Beretta», dove le propongono di sperimentare il ReWalk, di fatto una sorta di «impalcatura esterna» che sorregge e guida il corpo. «In pratica funziona così: io spingo in avanti busto e le spalle e così impartisco l’ordine al computer di iniziare il cammino, ma se li ritraggo indico la volontà di fermarmi.

Le cybergambe, alimentare da quattro motori elettrici chiusi nello zaino che ho sulle spalle, aiutano le mie gambe a spostarsi, mi permettono anche di alzarmi o sedermi, e persino di salire e scendere le scale». «Le opzioni sono tante – continua la Migliaccio -, lo sforzo, soprattutto di concentrazione, è enorme, ma di sicuro ne vale la pena. E spero che tante altre persone, possano sperimentare questo esoscheletro e riassaporare la libertà di camminare. E’ vero però che all’inizio non è stato facile, poi pian piano invece, anche grazie a una serie di esercizi di fisioterapia, i miei muscoli sono tornati tonici».

Tanto tonici e reattivi che domenica in 5 ore, 11 minuti e 7 secondi, ha stabilito un nuovo primato del mondo. Manuela è partita da Vercurago, piccolo Comune sull’Adda, e – scortata da un team di tecnici, amici e dalla medaglia d’oro alla Paralimpiade di Pechino Fabio Triboli – ha tagliato il traguardo di Lecco, comprendo una distanza di 10 chilometri con le cybergambe. Ma raggiunto questo traguardo, l’atleta campana, che solo due settimane fa, aveva conquistato il titolo di campionessa italiana di Paratriathlon a Bologna, guarda già avanti: alla maratona di New York e alla Paralimpiade 2016 in Brasile.

 

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